Terreno per orto

Terreno per orto

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Conoscere le caratteristiche del suolo

Non tutti i terreni sono uguali. Conoscerne le caratteristiche è fondamentale per molte ragioni. Possiamo decidere di cambiarle con le concimazioni e/o applicando dei correttivi. In alternativa, sempre migliorando il più possibile la fertilità, possiamo accettarne il profilo e scegliere in base a questo le colture da inserirvi. Questa seconda scelta è però poco accettabile per chi abbia un piccolo orto: tutti infatti vogliono coltivare un’ampia gamma di piante per soddisfare il fabbisogno famigliare. Per ottenere buoni risultati è quindi fondamentale effettuare una analisi del substrato che ci dica, per lo meno, qualcosa della sua tessitura. Dovremo quindi sapere se è composta e in quale percentuale da sabbia, limo e argilla. Utili sarebbero anche altre analisi che ci diano una panoramica della quantità di azoto, fosforo e potassio presenti, oltre alla materia organica. In questo ci possono venire incontro laboratori di analisi o, in alternativa, possiamo acquistare dei kit appositi, anche se sono sicuramente meno accurati. Altro parametro fondamentale è il pH. L’ideale è quasi sempre avere un terreno neutro, cui molte piante si adattano. Se il nostro si discostasse troppo, si può ricorrere a dei correttivi. Anche in questo caso si possono fare analisi con sonde o con cartine tornasole.

Quali ortaggi piantare?

Se vogliamo applicare una strategia a basso impatto e poco onerosa dovremo adattare la coltura al terreno. In questa maniera, anche senza inglobare grandi quantità di ammendanti o correttivi, riusciremo ad avere buoni risultati. Teniamo comunque presente che per preservare la fertilità del suolo ed evitare l’insorgere frequente di patologie e la selezione di parassiti specifici, in particolar modo a carico dell’apparato radicale, è bene evitare di ripetere la stessa coltura o colture simili sullo stesso appezzamento per più anni. È sempre consigliabile effettuare delle rotazioni dove andranno a susseguirsi un periodo di riposo, delle leguminose (che restituiscono azoto al terreno)  e poi una pianta esigente. Ottimo è anche effettuare spesso la semina di piante da sovescio che andranno poi interrate, restituendo azoto e materia organica.

Per i terreni argillosi si consiglia la coltura di cicorie, spinaci, fagioli, cavolfiori, piselli, pomodori, peperoni. Nei terreni calcarei e asciutti consigliamo invece carote, cavoletti di Bruxelles, lavanda, rosmarino, salvia. Nei terreni sabbiosi preferiamo carote, carciofi, sedano e patate. Se invece la sostanza organica è abbondante scegliamo colture esigenti quali i pomodori, i peperoni, le melanzane, i cetrioli, le zucchine, meloni e angurie.

Migliorare e cambiare le caratteristiche del terreno

Ogni situazione richiede un intervento diverso.

In generale inglobare grandi quantità di ammendante organico è sempre un bene. Infatti non solamente apporta macro e microelementi, ma migliora la tessitura consentendo di trattenerli maggiormente, renderli più disponibili per le piante e, inoltre, mantenere più a lungo l’umidità.

Detto questo possiamo aggiungere che i terreni sabbiosi possono essere migliorati anche inglobando delle argille.  Quelli argillosi invece vanno alleggeriti e arieggiati, per combattere il compattamento: quindi si ingloberà sabbia e anche in questo caso grandi quantità di ammendanti organici.

Sotto l’aspetto del pH si può intervenire in diverse maniera. Un pH troppo alto può essere corretto mescolandovi della torba, del gesso o dello zolfo (sotto forma di solfato di ammonio o solfato di ferro). Se il suolo invece ha pH troppo basso interveniamo con della calce oppure anche un po’ di cenere. Questa deve però essere usata con grande moderazione perché è veramente molto alcalina e apporta, poi, una grande quantità di potassio che può interferire con l’assorbimento di altri macro e microelementi.